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Oggi è il 19-05-2012 e la chiesa festeggia: s. Bernardino da Siena .
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La festa di SS. Filippo e Giacomo

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La nostra contrada si appresta a vivere la festa dei SS. Filippo e Giacomo in programma alla fine del mese, con i momenti religiosi e civili principali che si terranno nelle giornate del 29 e 30 maggio.

Un appuntamento certamente importante per tutta la zona dei Pozzi di Caprile e per questo il gruppo lavoro del comitato festa e fattivamente al lavoro da qualche mese per portare avanti una tradizione religiosa e sociale che si tramanda nel tempo.

Il programma dei festeggiamenti, con il coordinamento del parroco don Xavier, è stato ormai definito e pubblicato sul nostro sito, in modo tale che per la prima volta potrà essere conosciuto attraverso il web. Frutto questo delle moderne tecnologie ma è opportuno dare uno sguardo al passato per far conoscere ai nostri visitatori qualche aspetto delle tradizioni legate alla festa dei SS. Filippo e Giacomo a Pozzi Caprile.

Come è noto, con l’istituzione della festa di San Giuseppe lavoratore il 1° maggio, la solennità dei due santi apostoli venne spostata al giorno 3 dello stesso mese. Anche la nostra zona si atteneva ai festeggiamenti nella parte iniziale del mese e proprio nel rispetto delle tradizioni il primo maggio si svolgeva la fiera del bestiame. Di buon mattino contadini e commerciati portavano i capi di bestiame, principalmente bovini e ovini e suini per la compravendita. La fiera si tenne all’incirca fino agli anni ’60, quando con i primi insediamenti industriali del territorio anche a Roccasecca iniziò quel processo di passaggio dal lavoro nell’agricoltura a quello nelle industrie. La fiera di San Filippo e Giacomo era comunque un momento importante per la valorizzazione dell’allevamento del bestiame, sia destinato alla macellazione, per la riproduzione o per il lavoro nei campi. Nell’occasione, l’acqua dei “famosi” pozzi di Caprile serviva per abbeverare le bestie e per dissetare le persone che partecipavano alla fiera. Acqua che veniva tirata a mano con il classico secchio in metallo. E come sottolinea qualcuno più avanti con gli anni, a fine giornata, quando la compravendita del bestiame era terminata, il piazzale antistante la chiesa rimaneva pulito in ogni suo angolo, proprio per l’attenzione al giusto decoro che vi prestavano le persone che partecipavano alla fiera. In sostanza degli escrementi lasciati dalla bestie non rimaneva traccia.

Dunque la fiera a Pozzi di Caprile era un appuntamento di forte socializzazione, nel rispetto delle tradizioni contadine e dell’ambiente. Cose che ai nostri giorni piace ancora ricordare proprio con l’approssimarsi della festa. Forse, chissà, in futuro si potrà tentare, se non proprio a riorganizzare la fiera, magari a proporre una mostra di animali domestici. Sarebbe la gioia di tanti bambini, e non solo.

Donato Grimaldi