Uno scippo davanti agli occhi
Napoli – Non mi era mai capitato in vita mia di vedere una persona scippata di qualcosa di personale proprio davanti ai miei occhi. Mi è capitato martedì 22 giugno, quando mi sono recato a Napoli ad accompagnare mia figlia, in stato interessante, che doveva sostenere un esame all’università. Prima di partire, essendo io a volte poco attento agli effetti personali, proprio mia figlia mi aveva fatto le dovute raccomandazioni ed io scherzando, con un pizzico di superficialità avevo risposto: “siete sempre i soliti esagerati, Napoli è una città come un’altra”. Comunque riflettendo su quella raccomandazione prima di partire lasciai a casa il portafogli, portando con me solo i soldi necessari e la carta di credito, per qualche acquisto imprevisto, il tutto ben nascosto in un taschino. Una volta giunti a Napoli il primo contatto è stato con il tassista, davvero gentile, e soprattutto onesto che ci ha accompagnato all’università. Mentre mia figlia sosteneva l’esame, con mio genero abbiamo fatto un giro in un quartiere, apprezzando altre cose del capoluogo partenopeo: un caffè davvero speciale, una buona sfogliatella, la gentilezza dei napoletani ogni volta che si chiedeva un’informazione ed ovviamente le bellezze artistiche. L’impressione era davvero buona tanto che dopo che mia figlia aveva terminato l’esame abbiamo deciso di rimanere il resto della giornata e quindi mangiare nel ristorantino tipico, dove abbiamo apprezzato ancora la buona cucina ed anche la gentilezza del ristoratore, onesto anche nel prezzo. Il giro è proseguito con la passeggiata nell’artistica via di San Gregorio Armeno (quella dell’artigianato presepiale) dopodiché abbiamo incominciato a pensare di avvicinarci alla stazione per riprendere il treno e tornare a casa. Mentre mio genero insisteva per riprendere il taxi io e mia figlia lo abbiamo convinto ad andare a piedi perché la stazione era ormai vicina. Quindi abbiamo proseguito il nostro cammino in Via Duomo. Proprio in questa centralissima strada di Napoli siamo stati costretti ad assistere, davanti ai nostri occhi, allo scippo di un orologio ad una signora. Dato che con la donna stavamo quasi gomito a gomito, riflettendoci poteva toccare anche ad uno di noi. In sostanza un giovanottone anche ben distinto, con uno stratagemma riusciva a distrarre la signora, chiedendogli l’accendino per accendere una sigaretta, e contemporaneamente dava un colpo secco sull’orologio che la malcapitata portava al polso facendolo staccare dal cinturino. Mentre la sfortunata signora istintivamente reggeva il cinturino per non farlo cadere a terra lo scippatore, con l’orologio in mano, dava uno scatto felino e si dileguava in un vicoletto. Alla povera donna non restava altro che iniziare ad urlare ed indirizzare al ladro ogni sorta di invettiva. Noi eravamo proprio li a due passi ma francamente non siamo stati in grado di muovere un dito, anche per lo stato di gravidanza di mia figlia, che un po’ di spavento lo ha accusato, come pure io e mio genero d’altra parte. Insomma dopo quasi una giornata passata ad apprezzare le buone cose di Napoli è arrivato il momento di vivere “in diretta” uno degli aspetti negativi. E sicuramente questi aspetti legati all’azione delinquenziale per racimolare pochi spiccioli mettono in cattiva luce una città ricca di storia, tradizioni e cultura, dove tantissima gente onesta si rimbocca le maniche per guadagnarsi da vivere onestamente. Davvero un peccato per l’incantevole Napoli. Così non mi resta che raccontare questa storia, invitando certamente chi si reca nel capoluogo campano ad essere prudente, ma a non criminalizzare una città che può offrire veramente tante cose positive.
Donato Grimaldi




