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Celestino Tanzilli

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CELESTINO TANZILLI

NOTO PITTORE DI CAPRILE (1881-1957)

E’ bene ricordare questo personaggio caratteristico, umile pittore di Caprile, che di se ha lasciato tracce indelebili del suo passato di artista. Ho voluto fare un suo ritratto e pubblicarlo in modo da renderlo ancora vivo tra noi.

Lui nasce a Caprile il 16 novembre del 1881, da modesta famiglia e cresce in questo luogo dimostrando già da tenera età di avere una inclinazione per l’arte. Non so se abbia mai frequentato qualche corso per pittura e ne dubito molto visto i tempi e le scarse possibilità di molti, per i quali non c'era scampo: il duro lavoro nei campi e sui monti.

Celestino scelse come sua professione l’arte della pittura. Essendo l’unico artista nella zona di Roccasecca aveva tante richieste da parte di concittadini possessori di cappelle votive. Mio nonno Loreto, fece dipingere due cappelle: una sotto Caprile e l’altra alla strada Romana.

Mio suocero ne fece dipingere una a via campo del Medico.

Io non conoscevo ancora Celestino perché  risiedevo in Francia ma quando ritornammo in patria, nel 1941, prima del passaggio della seconda guerra mondiale, ebbi l'onore ci conoscerlo. Ero ragazzo avevo dodici anni e una grande passione per il disegno e la pittura. Ancora non mi dedicavo all’arte ma la pitture di qualunque genere mi affascinava. Dopo aver visto la cappella di mio nonno iniziai a cercare questo pittore Celestino per vedere come realizzava le sue opere. Un mio parente aveva e ha tutt’ora, una cappella nei pressi della strada romana. Ogni giorno andavo a vedere quest’ometto cosa facesse. Lo vidi per la prima volta, con un cappello in testa, capelli lunghi, barbetta bianca ed un viso tanto caratteristico da farmi ricordare un grande artista francese (Pierre August RENOIR), stessa barbetta steso profilo.

Mentre lavorava, borbottava con se stesso e non mancava qualche bestemmia, nel contempo metteva mano al pennello creando delle figure senza alcun riferimento a copie o modelli. Aveva una praticità nel fare i visi che mi sorprendeva. A mio parere era bravo, avrei voluto anch’io fare quello che lui realizzava. Non usava tele, dipingeva direttamente sul muro con dei colori a tempera. Basta vedere nelle foto cosa rimane di alcuni dei suoi dipinti. Altre volte rappresentava le figure su lamiera ma buona parte di queste opere sono sparite perché questo materiale non ha la proprietà di trattenere i colori se non trattato anticipatamente. Ho un ottimo ricordo di lui e mi sembra doveroso riportare alla ribalta questo personaggio poco esaltato. Ai suoi tempi faceva anche troppo, con i mezzi che non esistevano, anzi faceva miracoli. Oggi è tutto facile, trovi qualunque cosa ti necessita. Altro particolare che ricordo è che girava con una moto Guzzi di quei tempi e quando doveva fermarsi era sempre un grande problema, molto probabilmente non aveva freni. 

Mi piacerebbe dire di più ma le mie conoscenze terminano qui. Forse Roberto Matassa che ha vissuto tanti anni al suo fianco potrebbe aggiungere ulteriori particolari, utili a ricordare il grande pittore Roccaseccano. 

Rocco Tanzilli