Per non dimenticare
A distanza di molto tempo voglio ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, un fatto accaduto nella nostra Roccasecca in tempo di guerra. In quel periodo terribile, abbiamo subito rastrellamenti, furti, omicidi e danneggiamento di ogni avere, quando non si era più proprietari di niente e la fame era una inseparabile compagnia. Il pane che si riusciva a fare, aveva come ingredienti ghiande e farina di granoturco per di più ammuffita dal nascondiglio ricavato sottoterra per evitare che ci venisse sottratta. Ogni animale commestibile, ogni prodotto della terra veniva sequestrato e cucinato negli accampamenti dei soldati impegnati sul territorio. Io e gli altri ragazzi spesso di recavamo presso le cucine di questi campi per racimolare qualche osso che placasse la nostra fame. Ormai eravamo abituati ai continui bombardamenti che miravano a colpire lo scalo ferroviario nell’intento di colpire gli armamenti nemici che evidentemente viaggiavano su rotaie. Un giorno, mentre eravamo intenti ai lavori nei campi, verso l’imbrunire, fummo accecati da una luce fortissima ben presto seguita da due enormi esplosioni che proveniva proprio dalla stazione di Roccasecca. Ripeto che eravamo abituati ai bombardamenti ma quelle due esplosioni furono assordanti. Subito dopo arrivo uno spostamento d’aria fortissimo che mandò in frantumi tutti i vetri di tutte le abitazioni. Qualche giorno più tardi ci recammo alla stazione per vedere cosa fosse successo e ai nostri occhi si presentarono tutte le abitazioni completamente distrutte, tranne il palazzo in cemento armato di Giangrande. I binari erano stati scaraventati in un raggio di duecento metri e al centro della stazione c’era un grosso cratere dal quale sorgeva dell’acqua. Molto probabilmente gli americani avevano centrato un treno tedesco contente grosse quantità di bombe destinate alle postazioni della linea Gustav. Oltre alla perdita di tutte le case, purtroppo ci fu anche un morto. Il peggio era stato evitato grazie alle evacuazioni eseguite per proteggere i civili proprio dai continui bombardamenti. Ho voluto ricordare la vecchia stazione attraverso un dipinto che la ritrae in un periodo migliore e durante un giorno di festa. Per non dimenticare quel periodo, nel 1954 ho realizzato un altro dipinto che ricorda la fucilazione da parte tedesco avvenute alle fosse Ardeatine.
Rocco Tanzilli




